Secondo il modello Cognitivo-Comportamentale, le ossessioni e le compulsioni persistono a causa delle interpretazioni errate attraverso cui l’individuo valuta i propri pensieri indesiderati intrusivi e i suoi tentativi di controllarli.
All’interno di questo modello la tesi del Prof. Francesco Mancini, uno dei massimi esperti nel settore, è che sia centrale nell’esperienza del paziente, lo scopo di prevenire una colpa legata alla trasgressione di proprie norme morali e l’eventuale fallimento di tale scopo è percepito come una catastrofe inaccettabile e insopportabile.
Per comprendere questo funzionamento ne è rappresentativo lo schema seguente, che fa riferimento ad una esperienza di una paziente che teme di contagiarsi attraverso il contatto con cose o persone:

“E se, senza accorgermene, avessi sfiorato qualcuno per la strada?”
“e se avessi contratto l’AIDS a causa della mia sbadataggine?”
Lavaggi, ruminazioni, evitamenti, richieste di aiuto e rassicurazione.
“I miei timore di contrarre l’AIDS sono esagerati”,
“I tentativi di soluzione hanno ridotto notevolmente la qualità della mia vita e di quella dei miei familiari”,
“con loro ho frequenti contrasti”,
“temo di poter rendere ossessivo mio figlio”,
“la dermatite mi sta devastando le mani”,
“ho la sensazione di essere schiava del disturbo”,
“sto diventando pazza”.
Tentatiti di scacciare dalla mente il pensiero del contagio dell’AIDS. Evitamento delle situazioni attivanti, lavaggi preventivi, ruminazioni, richieste di rassicurazione.
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